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Catania-Juventus La Juventus passa 2-1 al Massimino, scavalca il Milan e torna seconda in classifica. Contro il Catania, Iaquinta porta in vantaggio i bianconeri dopo 11′, poi si fa espellere e la formazione di Zenga pareggia con Morimoto. Di Poulsen al 91′ il gol che vale i tre punti Dopo due sconfitte consecutive, la Juventus [...]

8 febbraio 2009

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Catania-Juventus
La Juventus passa 2-1 al Massimino, scavalca il Milan e torna seconda in classifica. Contro il Catania, Iaquinta porta in vantaggio i bianconeri dopo 11′, poi si fa espellere e la formazione di Zenga pareggia con Morimoto. Di Poulsen al 91′ il gol che vale i tre punti
Dopo due sconfitte consecutive, la Juventus ritrova i tre punti sul difficile campo di Catania, sfrutta il mezzo passo falso del Milan contro la Reggina e torna di nuovo al secondo posto in classifica ricandidandosi come la più accreditata avversaria dell’Inter capolista. Ranieri lascia in panchina Del Piero affiancando Iaquinta ad Amauri. A centrocampo tornano dal primo minuto sia Tiago sia Camoranesi. Nel Catania, Zenga dà spazio a Izco largo sulla destra con Morimoto centravanti e Mascara libero di muoversi come meglio crede.

L’avvio di partita è incredibile. Dopo 11′, la Juventus è già in vantaggio. Punizione messa dentro da Camoranesi dall’out di destra e colpo di testa vincente di Iaquinta, che si toglie la maglia e si becca il giallo. Giallo che diventa rosso 60 secondi più tardi quando l’ex attaccante dell’Udinese raddoppia l’ammonizione e si guadagna l’espulsione per un brutto fallo su Tedesco. Il Catania prende coraggio e mette sotto la Juve, che è salvata solo dall’incredibile talento di Buffon. Il portiere della Nazionale dimostra ancora una volta di essere il migliore al mondo nel suo ruolo volando prima sul colpo di testa ravvicinato di Potenza, quindi sul destro da posizione defilata di Martinez (entrato al 34′ al posto dell’infortunato Capuano).

Sei minuti dopo il rientro in campo, il Catania trova il pareggio con Morimoto, al terzo gol in campionato dopo la doppietta alla Roma. L’attaccante giapponese è bravo a seguire l’azione e a ribadire in rete un altro miracolo di Buffon sul colpo di testa da centro area di Mascara. Spinto dal pareggio raggiunto, il Catania attacca con determinazione: l’esterno sinistro di Baiocco sugli sviluppi di un angolo battuto da Mascara trova però solo l’incrocio dei pali. Dall’altra parte Amauri si sbatte tantissimo, ma da solo può ben poco contro la difesa ben organizzata da Zenga.

Ranieri manda in campo Marchionni (per Camoranesi) e Poulsen (per Tiago). Decisivo sarà il secondo: perchè dopo aver visto il Catania recriminare per un calcio di rigore non concesso da Morganti per via di un fallo di mano di Marchionni in area bianconera, arriva il gol che decide la partita quando il cronometro ha già passato il 90′ da un minuto. Sul calcio d’angolo di Nedved, Amauri sale in cielo e fa da sponda per Poulsen. Il centrocampista danese sfrutta l’incredibile liscio di Terlizzi e batte Bizzarri da posizione ravvicinata. E’ la rete che decide la partita e che permette alla Juventus di non perdere altro terreno nei confronti dell’Inter.
Andrea Tabacco / Eurosport

Roma-Genoa
Vittoria netta della Roma, al termine di una partita comunque combattuta e contro un Genoa orgoglioso che cade dopo dieci risultati utili consecutivi. Le reti di Cicinho (poi uscito per infortunio), Vucinic e Baptista: tre gol splendidi. Genoa un po’ sottotono che paga una giornata di scarsa vena
La rincorsa della Roma al quarto posto sembra concretizzarsi alla 23esima giornata: ma i conti dovranno essere rifatti, anche con la Fiorentina. E’ comunque una bella giornata quella del 3-0 sul Genoa, del ritorno in campo di Totti e dello scontro con una delle realtà più belle del campionato che nella gara d’andata aveva impietosamente messo a fuoco alcune delle difficoltà subite dalla squadra di Luciano Spalletti in avvio di stagione.

Una bella partita tra due squadre in salute e che si affrontano in modo molto dinamico: la Roma ha vinto con merito, sfruttando meglio le occasioni migliori che al Genoa, per contro, sono mancate. Non è stata una gara di grandissima intensità quella dei rossoblu: Milito ha trovato parecchia difficoltà a gestire palloni giocabili e anche nella seconda parte della gara, dopo l’inserimento di Milanetto prima e di Palladino poi, quello che è sembrato mancare è stata proprio la fonte di gioco dei rossoblu: che interrompono a quota dieci la loro serie positiva.

Dopo le prime schermaglie che offrono una conclusione di Thiago Motta e una bella uscita di Doni su Jankovic, la Roma passa. Azione meravigliosa che si dipana sulla destra, tutta in verticale: Brighi per Totti per Perrotta, il gicoo di sponda favorisce l’inserimento e l’appoggio che Cicinho deve solo spingere in rete.

La rete non porta fortuna al brasiliano che 30″ dopo si infortuna al ginocchio (forse una distorsione) e viene sostituito da Motta, al suo esordio.

Nel secondo tempo il Genoa parte subito con Milanetto al posto di Vanden Borre ma la squadra di Gasperini, espulso per proteste nel primo tempo (proprio come l’anno scorso!) non fa neanche in tempo a organizzarsi e subisce il raddoppio. Un bell’appoggio di De Rossi vede Vucinic (nella foto con Juric) sfoderare un gol meraviglioso: sinistro potentissimo, al volo, imprendibile all’incrocio dei pali. Rete straordinaria.

Spalletti, che temeva i cali di concentrazione dei suoi, si vede confermare le proprie sensazioni da suoi. Taddei si fa espellere per somma d’ammonizioni (metro un po’ rigido tuttavia quello di Rocchi) e in dieci la Roma si trova schiacciata: il Genoa inserisce Palladino e crea un paio di pericoli importanti. Gli episodi non girano dalla parte giusta per Gasperini che poco prima di chiedere a Olivera di scaldarsi è costretto a sostituire Rubinho, vittima di un brutto scontro con Mexes. Subito dopo si fa cacciare anche Sculli, sempre per seconda ammonizione, e la partita del Genoa finisce in pratica qui nonostante un’orgogliosa serie di offensive che porta comunque i rossoblu vicinissimi al gol in almeno un paio di occasioni. Il terzo gol di Baptista, con un contropiede da manuale e un tiro che incornicia una splendida azione personale, cesella una domenica da ricordare.

Un risultato forse troppo severo per un Genoa comunque al di sotto delle aspettative e che premia una Roma più cinica, più quadrata e decisiva negli episodi importanti. Il rientro di Totti si rivela determinante almeno quanto la continuità in zona gol di Vucinic e la consistenza di Baptista. La rincorsa alla zona Champions League non è ancora finita, ma di sicuro il passo che la Roma compie all’Olimpico contro il Genoa è molto importante.
Eurosport

Torino-Chievo
Un gol di Ventola, entrato nella ripresa, porta in vantaggio la squadra di Novellino ma Italiano a una manciata di minuti dalla fine sigla la rete dell1-1
Si conclude con un punto a testa la sfida-salvezza tra Torino e Chievo al termine di una gara vibrante che non ha risparmiato emozioni, nonostante l’altissima posta in palio. Va subito detto che il pareggio appare il risultato più giusto per quello che hanno saputo far vedere le due squadre, entrambe relegate al penultimo posto in classifica e destinate, almeno per un’altra giornata, a proseguire a braccetto la lotta per non retrocedere. Per la verità il primo tempo non regala grosse emozioni, coi i padroni di casa poco incisivi in avanti e gli ospiti in grado di creare qualche spavento a Sereni soprattutto con le conclusioni dalla distanza.

Nel secondo tempo Novellino indovina il cambio quando fa entrare Ventola al posto di Diana: l’attaccante granata torna al gol al 64′ sfruttando un assisti di testa di Stellone e infilando la palla sotto le gambe di Sorrentino. Il Chievo si costruisce immediatamente la palla dell’1-1 però Sereni con un grande intervento nega a Makinwa la gioia del gol. La formazione di Mimmo Di Carlo non demorde, e all’82′ trova il preziosissimo pareggio grazie al ‘solito’ Italiano, come a Reggio Calabria decisivo con una botta da fuori, e Sereni non può far nulla.

Gli ultimi assalti del Toro si rivelano inutili, fino al triplice fischio finale che giunge dopo 4 minuti di recupero. A conti fatti, Torino e Chievo ‘guadagnano’ un punto su Bologna e Lecce, entrambi sconfitti, mentre l’altra diretta concorrente per la salvezza (la Reggina) sabato è uscita indenne dall’insidiosa trasferta di San Siro contro il Milan. La classifica piange ancora, ma nonostante tutto granata e gialloblu per oggi possono accontentarsi.
Eurosport

Sampdoria-Siena

A Marassi è 2-2, con la squadra di Mazzarri che esce tra i fischi del pubblico. Ospiti in vantaggio con l’ex Vergassola, ma la Samp sorpassa con Bellucci e Pazzini a cavallo dell’intervallo; nel finale, però, il 2-2 firmato dal neoentrato Maccarone (e al 91′ lo stesso ‘Big Mac’ si mangia il bis)
Mazzarri vara il tridente Bellucci-Cassano-Pazzini, ma la Sampdoria fallisce l’appuntamento con la vittoria e si deve accontentare del pari per 2-2 contro un Siena battagliero.

Partita spettacolare a Marassi, con la Samp che inizia bene e costruisce un paio di occasioni per passare, ma al 21′ sono gli ospiti a pungere con l’ex di turno Vergassola che approfitta di un rinvio suicida di Ferri (entrato al posto dell’acciaccato Lucchini) e insacca da due passi con il piatto destro.

I doriani, colpiti a sorpresa, fanno fatica a riorganizzarsi, ma proprio sul finire della prima frazione trovano il gol del pari con Bellucci, abile a gettarsi su una palla vagante in area dopo l’anticipo di Curci in uscita su Pazzini.

Nella ripresa la Sampdoria inizia decisamente bene, anche perché Cassano accende finalmente la luce e al 51′ inventa il gol del 2-1: largo a destra, il barese salta un avversario con un tunnel e butta in mezzo una palla radente che lascia di sasso la difesa ospite e permette a Pazzini di insaccare a porta vuota.

Giampaolo scuote il suo Siena inserendo Codrea e Amoruso, ma sono i padroni di casa a sprecare il match-point con un altro neoentrato – Padalino – che alza sopra la traversa da due passi in occasione di un altro “assist-perla” di Cassano.

Nella girandola di sostituzioni, la carta vincente è quella di “Big Mac” Maccarone: l’attaccante bianconero, entrato al 77′, insacca il 2-2 dopo appena 3 minuti con un tocco felpato sulla punizione mancina di Galloppa.

Il punteggio rimane quindi immutato fino al triplice fischio finale, anche se la Samp si scioglie regalando un paio di occasioni sanguinose agli avversari nei 3 minuti di recupero, sintomo di una fiducia che ancora manca alla truppa di Mazzarri, mentre questo Siena ha impressionato in maniera positiva per l’approccio tattico ma ha pagato qualche scelta discutibile per quanto riguarda la formazione iniziale (la partita dice che Giampaolo non può proprio fare a meno di Codrea…).
Luca Stacul / Eurosport

Udinese-Bologna
Un gol del giovane cileno in pieno recupero regala i tre punti all’Udinese nella sfida della 23a giornata di Serie A
Udinese-Bologna si decide in una manciata di minuti, più precisamente dall’88′ al 92′. Quando mancano appena due giri d’orologio al novantesimo, Bernacci scappa in profondità ma, a tu per tu con Handanovic, si fa ipnotizzare dal portiere sloveno che salva il risutalto. Passata la paura, l’Udinese spinge sull’acceleratore per il forcing finale trovando il gol da tre punti grazie al jolly Sanchez che infila Antonioli con un sinistro terrificante dal limite dell’area.

Al Friuli di Udine, la squadra di Marino e il Bologna danno vita a una partita divertente ed equilibrata anche se nel primo tempo sono proprio i padroni di casa a costruire le maggiori occasioni da gol. Nei primi 10 minuti è Di Natale-show, con l’attaccante napoletano che semina il panico tra la difesa rossoblu ma la mira del capitano bianconero non è delle migliori. Il Bologna corre, lotta, e cerca di limitare le sfuriate dei friulani che rischiano di passare nel finale di primo tempo sempre con Di Natale: il colpo di testa in torsione del numero 10 bianconero è preciso, Antonioli non ci arriva e la sfera gonfia la rete. Ma è tutto inutile: Gava, infatti, aveva già fermato il gioco per un fallo in attacco di Domizzi.

La ripresa, un po’ a sorpresa, è meno divertente con il Bologna che occupa meglio gli spazi concedendo meno occasioni agli ospiti. Girandola di cambi da una parte dall’altra, che consente all’Udinese di ricaricare le batterie in vista del forcing finale. Al 73′ il destro di Pepe fa la barba al palo di Antonioli, mentre due minuti più tardi è sempre l’estremo difensore rossoblu a respingere la bordata dello scatenato numero 7 bianconero. Antonioli decisivo anche all’80′ sulla fucilata di Domizzi, poi nel finale il sinistro chirurgico di Sanchez che stende il Bologna e fa esplodere il Friuli.
Alessandro Brunetti / Eurosport

Cagliari-Atalanta
Finisce 1-0 al Sant’Elia: Cigarini castiga i rossoblu e regala tre punti preziosi per i begamaschi
E’ un brutto risveglio quello del Cagliari che sognava l’Europa e invece, tra le mura amiche del Sant’Elia, incontra l’incubo Atalanta. Gli uomini di Del Neri ritrovano la vittoria in casa dei rossoblu dopo 36 anni e si confermano bestia nera per i sardi che, già all’andata, avevano perso 1-0 contro gli orobici. E se all’andata era stato Floccari il giustiziere degli uomini di Allegri, oggi la rete che regala ai bergamaschi tre punti preziosi porta la firma di Cigarini.

Un risultato che, tutto sommato, rispecchia l’andamento della gara, dominata prevalentemente dall’Atalanta. I nerazzurri sono in partita già dal primo minuto, mentre il Cagliari appare piuttosto sottotono. Non sbaglia nulla Del Neri nella disposizione tattica, i suoi uomini chiudono bene gli spazi e bloccano ogni intervento avversario, proponendosi allo stesso tempo in avanti e costringendo i sardi nella propria metà campo. Eppure, nonostante il pressing continuo, l’unica occasione effettivamente pericolosa dei nerazzurri porta la firma di Ferreira Pinto che prova a mettere in difficoltà Marchetti costringendolo a deviare in angolo. E’ solo al 38′ del primo tempo che gli uomini di Allegri impensieriscono Consigli con Acquafresca: il gioiellino rossoblu prova di testa a centrare la porta ma l’estremo difensore nerazzurro è pronto a sbarrargli la strada. Quando la giornata inizia male, purtroppo, non può finire meglio e, infatti, a cinque minuti dal termine del primo tempo, il Cagliari perde il suo capitano: doppia ammonizione per Lopez che festeggia la sua 166esima partita con la maglia rossoblu in serie A con un cartellino rosso. I sardi rimangono in 10 e la situazione si fa più difficile.

Nella ripresa Allegri prova a ridisegnare la squadra togliendo Cossu e inserendo Canini, mentre Del Neri rileva Padoin e Talamonti sostituendoli con Valdes e Capelli per dare fiato alla squadra. I rossoblu in dieci devono affrontare gli assalti nerazzurri e resistono fino al 65′. Nulla, però, possono contro Cigarini, su dubbia punizione il centrocampista carica il destro che viene deviato da Canini spiazzando Marchetti: è l’1-0 che deciderà le sorti dell’incontro. A nulla, infatti, serviranno le sostituzioni di Allegri che tenta il tutto per tutto gettando nella mischia Larrivey e Lazzari al posto di Biondini e Fini. Ormai la situazione è compromessa, il nervosismo la fa da padrone in campo, tant’è che il tecnico dei sardi rimedia l’espulsione in seguito a proteste dopo un fuorigioco inesistente fischiato ad Acquafresca.

Inutile il forcing finale dei padroni di casa. L’1-0 al sant’Elia è specchio della brutta giornata del Cagliari che appare solo una copia sbiadita della squadra ammirata negli ultimi tempi.
Eurosport

Fiorentina-Lazio
Alberto Gilardino sigla nell’ultimo minuto dei regolamentari il gol che rilancia Fiorentina al quarto posto in classifica e in zona Champions. Beffata la Lazio, che gioca una splendida partita in 10 per l’espulsione di De Silvestri al 18′
Il nome che finisce sul tabellino è quello di Alberto Gilardino, ma almeno due dei tre punti che rilanciano la Fiorentina in zona Champions sono firmati da Sebastién Frey . Dopo la serie negativa di tre ko consecutivi, la Lazio scende sull’erba del Franchi con l’atteggiamento di chi la vittoria vuole conquistarla a tutti i costi, e nel minor tempo possibile. Nei primi 15′ di gioco la squdra di Delio Rossi confeziona tre nitidissime occasioni da gol: prima con Pandev (parata splendida di Frey), poi con Foggia (palo su punizione), infine con Zarate (altra parata superlativa del portiere viola).

Al 18′ i biancocelesti restano in 10 uomini per l’espulsione di De Silvestri: un problema? Decisamente no. Delio Rossi arretra Brocchi sulla linea dei difensori (grandissima partita dell’ex) e mantiene l’atteggiamento offensivo con le tre punte e Ledesma e Matuzalem a centrocampo. La Lazio è in 10, ma sembra che giochi in 12 trovando spazi a ripetizione per pungere una difesa viola decisamente traballante sotto le accelerazioni brucianti del tridente biancoceleste. A centrocampo, dove Prandelli ha schierato Montolivo trequartista dietro le punte per l’assenza di Santana, la Fiorentina non crea superiorità, non trova soluzioni per servire gli attaccanti che non siano lanci lunghi (e dispersi) dala trequarti: la Lazio colpisce a ripetizione in contropiede, e Frey è costretto ancora una volta agli straordinari con la terza parata da Oscar su Zarate (40′).

Nell’intervallo Prandelli mischia nuovamente le carte rilevando Dainelli (ammonito) per inserire Comotto e spostare Zauri (poco incisivo sulla destra in fase di spinta) al centro della difesa di fianco a Gamberini, in modo da avere un giocatore più rapido da opporre a Foggia e Zarate. Sfruttando l’inevitabile calo fisico degli avversari, Comotto e Vargas prendono possesso delle fasce, ma, per lunghi tratti, sembra che il gioco della Fiorentina sia, come spesso accade, decisamente prevedibile per la difesa avversaria, con quel continuo batti e ribatti da una corsia laterale all’altra.

La squadra di Prandelli confeziona la prima palla-gol al 54′, proprio con Comotto sugli sviluppi di un corner, ma l’ex-Torino trova l’opposizione splendida di Muslera. Frey torna ben presto protagonista due minuti dopo, quando, con la punta del piede, va a deviare sul palo una conclusione di Zarate lanciato in campo aperto da Pandev.

La guerra fra portieri prosegue al 66′, quando Muslera si allunga splendidamente in piena area piccola per anticipare Gilardino, cercato da un invitantissimo cross-basso di Mutu. La Lazio cala nei 20 minuti finali, soprattutto a centrocampo, dove inizia a soffrire tremendamente l’uomo in meno. Gilardino manda i primi segnali incornando sopra la traversa al 71′, Felipe Melo sfiora l’incrocio all’88′, e, due giri di lancette dopo, nell’ultimo minuto dei regolamentari, Gilardino firma la zampata vincente andando a ribadire in rete una respinta corta di Muslera su conclusione dal limite di Mutu.

Per la Fiorentina sono tre punti che valgono il sorpasso sul Genoa (fermato a Roma), prossimo avversario all’interno di una sorta di spareggio anticipato per la zona Champions. La Lazio, invece, merita tutti i complimenti del caso, poco utili, però, quando la classifica continua a rimanere ferma…
Daniele Fantini / Eurosport

Scritto da SoloCalcio

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