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De Rossi non ci sta: ‘E’ sempre la solita storia’
E’ un Daniele De Rossi che non le manda certo a dire, quello che si presenta ai microfoni di Sky Sport per commentare il 3-3 finale fra la sua Roma e l’Inter. Al centro delle polemiche, ovviamente, il penalty concesso ai nerazzurri. Il fallo da rigore commesso su Balotelli. “Penso che l’episodio sia evidente, c’è [...]
2 marzo 2009
E’ un Daniele De Rossi che non le manda certo a dire, quello che si presenta ai microfoni di Sky Sport per commentare il 3-3 finale fra la sua Roma e l’Inter. Al centro delle polemiche, ovviamente, il penalty concesso ai nerazzurri. Il fallo da rigore commesso su Balotelli.
“Penso che l’episodio sia evidente, c’è un bel po’ di frustrazione in più, perché non è il primo, è una serie illimitata, innumerevole, di episodi che segnano sempre questa sfida. Io levo la gamba, lo dico all’arbitro, che è anche vicino. Non so cosa dire, non ho parole”. Si ipotizza un contatto stinco contro stinco.
“Innanzitutto, la cosa grave in Italia è che gli arbitri non possono parlare, non possono dare le loro spiegazioni. A volte vengono attaccati e non possono dare le loro motivazioni. Penso di non fare torto a nessuno se dico che lui mi ha detto che non l’ho toccato, che ha visto che ho tolto la gamba e che, secondo lui, lo prende Motta con l’anca. Da dove stava lui si vedeva che levavo la gamba, magari da dietro, un’azione più concitata, era più difficile da vedere. Però, ha detto che è stato Motta a prenderlo con l’anca”. Un gran gol di testa che serve a sminuire un po’ l’amarezza?
“Ero contento, ma questa cosa non la sopporto. Divento matto, perché non è la prima volta. È l’ennesima situazione”. E’ per i trascorsi d Inter-Roma sfida infinita o per i due punti persi?
“Se dicessi che l’Inter non c’entra niente, e che si tratta solo di un problema di danno alla Roma, direi un bugia. Ripeto, ci sono dei precedenti, tanti. Ma è la gestione dell’arbitro in campo, sul calcio d’angolo vai a dirgli di guardare che mi tengono la maglietta, per cercare di aiutarlo. Parti, la maglietta te la strappano, te la tirano, ma lui sta li e ti guarda. Poi, arrivi a fare della considerazioni pesanti, sperando che sia solo scarso e disattento. Sicuramente l’arbitraggio in Italia è difficilissimo, ancora di più che negli altri paesi. Però, vengono tratti in inganno sempre nella stessa maniera, sempre dalle stesse parti. Allora, uno fa delle riflessioni che, magari, adesso, possono essere un po’ più pesanti di quanto non lo siano quando le si fanno con la mente più rilassata, ma che non portano a delle conclusioni differenti. Almeno a me. L’ho detto l’altro anno e c’è stato molto clamore dietro. Qui si arrabbiano tutti, ma io dico quello che penso, altrimenti qui non ci vengo. Quando vengo, dico quello che penso. Io lo spero vivamente, ma ho i miei dubbi che possa vincere uno scudetto con la Roma, che è il sogno più grande della mia vita. L’altro anno l’ho perso così. Quindi, il nervo sarà scoperto per tutta la vita”. calciomercato.com.














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